Regione del Veneto

Villa Pullé Galtarossa - Via Monga

La villa fu di proprietà Pullè dalla seconda metà del '600 e ne conserva ancora lo stemma sulla facciata sud, sulla cappella e su alcuni rustici. Pietro Monga, proprietario della confinante villa Saibante, la acquistò intorno al 1830 e pose il proprio stemma sulla facciata nord e l'ingresso pubblico alla cappella. Il nuovo signore arricchì la villa con numerosi reperti archeologici: pezzi lapidari murati nel muro di cinta della villa e della cappella, l'arca sepolcrale del grammatico Gaiferio (morto nel 1324). Per ciò che riguarda l'armeria rimane ben poco: quattro piccoli ritratti di giovani e una dozzina di armi da fuoco. Tali armi ornano oggi la biblioteca Galtarossa. Attraversando un maestoso viale di cipressi si accede al palazzo. Quest'ultimo è formato da un corpo centrale con due ali staccate terminanti a destra con una torretta-colombara e a sinistra con la cappella di S. Lucia. In mezzo vi è il giardino. Nell'ala sinistra dimoravano i lavoranti. Sulla parete dove si aprono le abitazioni l'attuale proprietario sistemò negli anni '60 un affresco raffigurante la Vergine col Bambino, datato 1519 e proveniente da una casa colonica di Corrubbio. All'interno del palazzo si conservano, assieme ai ritratti di Camilla d'Arco e di giovani personaggi, sei paesaggi di Andrea Porta. Il tema dello sfondo è sempre il paesaggio circostante, le pendici del Baldo, le colline moreniche benacensi. Va segnalata anche la presenza in villa di un pozzo del 1516 e il parco ricco di piante secolari. Dopo l'8 settembre 1943 nella villa si insediò il comando e il quartier generale del maresciallo Kesserling. Giacomo Galtarossa comprò la villa nel 1929-30 e iniziò a recuperare il complesso.
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